Asta di venerdì, 03 luglio 2009

L'Idiota (alla Dostoevskij) ovvero le Ginnaste

Eccomi.
Voglio rinsavire.
Poggiare la mia testa sul cuscino.
Addormentarmi.
E risvegliarmi il giorno dopo
incurante
di tutto ciò che non riguarda me
o i miei bisogni primari.
Fare come fanno tutti insomma.

In un tempo lontano guardavo gli altri con meraviglia. Mi sembravano tutti perfetti nel loro andare, tutti capaci di avere ogni volta il mondo sul palmo della mano. Io, nel mio silenzio, non riuscivo a cogliere il segreto di quei gesti, la meccanica di quelle inconfutabili certezze. Come quando si guardano le ginnaste e tutti i loro movimenti sembrano semplici e naturali ma poi risultano irriproducibili da chi non è allenato, da chi non ha talento.

Alle volte, tra amici, chiedo a me stesso, ma cosa ci faccio qui? che cosa ci faccio ancora qui? Faccio finta di ascoltare, faccio finta di dire la mia. Faccio finta che le mie parole vengano davvero ascoltate. In fondo, gli uomini parlano tra loro soltanto per espiare il peccato di vivere...

Stasera mi sembra di aver perduto qualsiasi cosa.

Il vuoto del weekend non ottura le mie orecchie. Anzi sembra non esserci luogo dove possa zittire i miei pensieri ricorrenti. E' come sentirsi lapidati.
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categorie: riflessioni, nostalgia, estate, catarsi, giù, ramblings
Asta di giovedì, 02 luglio 2009

That Perfect Touch of Anticipation.

Quando ultimamente mi ero stupidamente illuso di essere amato da qualcuno, ho tuttavia scoperto una emozione nuova, molto profonda e molto bella - almeno finché è durata l'illusione. Un'emozione che non credevo potesse dare tanto valore all'esperienza e alla tensione affettiva.

Parlo dell'Attesa.

Ma non l'attesa del primo incontro, quella è caratterizzata da incognite, domande o è del tutto casuale e dunque ha ben poco a che fare con quello che voglio esprimere io qui.
Io parlo dell'attesa dell'amante vissuta come l'intervallo temporale tra due incontri, distanti nel tempo e nello spazio, una trepidante emozione di chi condensa il proprio entusiasmo per poi lasciarlo esplodere, di chi si preserva per poi darsi, di chi sa aspettare, rimandando il desiderio, per poi finalmente lasciarsi andare di nuovo, liberarsi, respirare, lasciarsi scoprire. L'attesa di chi non è cedevole e non si lascia corrompere dal desiderio ma di chi invece lascia che il desiderio stesso si insinui nelle vene, si mischi al sentimento e accenda le emozioni. Tutto, così, acquista una luce sempre nuova. Ogni volta è come ricominciare. Ogni volta è un ritrovarsi. Ogni volta è tutto nuovo ma allo stesso tempo migliore.

Peccato non aver sentito tutto questo fino in fondo. Peccato che a sentire tutto questo ero soltanto io.

L'attesa è un valore, così come la pazienza. Ma la pazienza implica sopportazione. L'attesa invece è un sentimento positivo, è un lasciarsi trasportare dalle aspettative, dalla promessa dell'incontro, dalla proiezione bellissima della totale dedizione all'altro quando finalmente le vite di entrambi, differenti e separate, convergono. L'attesa è una tensione spirituale ma che infine si sostanzia con lo spessore dell'amore. Come dice Mario Venuti, è "carne dell'anima che si tende nell'abbraccio".

L'attesa è un'altra romantica espressione dell'amore. In fondo il mito di Orfeo è basato proprio su questo.

3661007676_7ea26886a2_oLo so, le mie sono le parole di un ingenuo. Forse un po' troppo innocente. Un po' troppo romantico. Sicuramente ancora innamorato.  E forse un po' troppo sognatore.

La mia sensibilità è stata considerata simile a quella di un bambino. Meravigliata, logica, contraddittoria. Ma è indubbio che io sia un uomo adulto.
Un uomo che nonostante tutto, conosce il mondo ma che cerca, come può, di combattere ancora per continuare a vedere le cose da una certa prospettiva.

Che questo atteggiamento paghi non lo so. Non lo so più. Perché poi vieni trattato come un bambino: gioia, illusione, promesse. Ma poi, come fanno gli "adulti" coi bambini, lasciano perdere. Perché, nel mondo dei "grandi", le cose veramente importanti e serie sono ben altre. E alla fine resti solo.
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categorie: amore, riflessioni, cielo, io , ramblings, aftermath
Asta di mercoledì, 01 luglio 2009

July.

Luglio è un mese particolare. Sempre. Luglio è un mese celebrativo. Luglio è il mese dell'estate. Luglio è il mese dei sogni e delle aspirazioni. Luglio è il mese dei progetti di vita. Luglio è il mese delle illusioni infrante. Luglio è il mese della memoria. Luglio è il mese dell'oblio. Luglio è il mese dei viaggi mancati. Luglio è il mese dei viaggi progettati finiti nella melma. Luglio è il mese dell'ostinazione. Luglio è il mese della pigrizia. Luglio è il mese della gioia. Luglio è il mese della poesia notturna. Luglio è il mese delle speranze. Luglio è il mese dei ricordi, lontani e vicini. Luglio è il presupposto di Agosto. Luglio è un mese esplosivo. Luglio è un mese di silenzio e concretezza.  Luglio è un mese di fatti e non di parole. Luglio è un mese di vergogna senza imbarazzo. Luglio è un mese di coraggio. Luglio è un mese in cui ci si prende ciò che si vuole indipendentemente da tutto il resto e da tutti gli altri. Luglio non può essere un mese di attesa. Luglio è un mese di luce. Luglio è un mese di luminosità. Luglio è un mese di energia. Luglio è tutto ciò che io non ho il resto dell'anno. Luglio è il mio momento migliore delle stagioni. Luglio è la mia esperienza catartica. Luglio è la voglia di continuare. Luglio è la voglia di fare. Luglio è un mese per iniziare anche se tutto sta per finire. Luglio è il mese delle notti tranquille ed infinite. Luglio è un mese di vita. Luglio è un mese della mia vita [once again by myself].


Joni Mitchell - Night Ride Home
(ispirata ad una chiara notte Hawaiiana)
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categorie: riflessioni, tempo, nostalgia, estate, luce, catarsi, io
Asta di lunedì, 29 giugno 2009

I Would Like to See You Again

I was sittin' here thinkin' about some old times
Some old times, some old friends
And suddenly it came across my mind
I would like to see you again

Remember how we used to walk and talk
Walk and talk, holdin' hands
We said we love each other I recall
We made a lot of future plans

But the years have come and gone
And a whole lot has happened since then
But tonight your memory's awful strong on my mind
And I would like to see you again


It's funny how a feeling will come back
It'll come on back, make you blue
'Cause I just saw a picture in my mind
'Bout a time, of me and you




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categorie: musica, nostalgia, country, aftermath
Asta di domenica, 28 giugno 2009

Sunday.

Domenica. Di temporali. Di risvegli lenti con desideri confusi. Di pensieri che ti ingannano ancora. Come un sogno che rapidamente sbiadisce alla luce dell'alba, lasciando dietro sé un senso forte di nostalgia.

Sono ancora io. The same old me. Quello di sempre. Con i miei sogni, le mie strane manie, la meraviglia con cui vedo come ogni cosa nasconda un recondito messaggio, un'ineffabile epifania.
Colui che cerca ma non è trovato mai...


"...Ev'ry so often we long to steal
to the land of what-might-have-been
but that doesn't soften the ache we feel
when reality sets back in..."
- Wicked - I'm not that girl
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categorie: riflessioni, tempo, luce, notte
Asta di sabato, 27 giugno 2009

Antenne.

Quando ero bambino ero molto affascinato dalle antenne della TV che spuntavano dai tetti dei palazzi. In effetti in passato ce n'erano tantissime. Tutte diverse anche se simili nella forma. Avevano un aspetto che ricordava in qualche modo un essere vivente, e mi davano un senso di sicurezza. La parte che riceveva le UHF sembrava una testa e la parte VHF invece erano le braccia. Alcune avevano forme strane ma la presenza di questi due oggetti dava loro sempre un aspetto vivente anche se "robotico".
All'epoca le paraboliche erano fantascienza. Quando se ne vedeva una (ma non di certo nei palazzi della gente comune) era come vedere una specie di nave spaziale...
Ieri ripensavo a queste sensazioni mentre guardavo, sdraiato, i contorni delle palazzine che mi circondavano nel mio pomeriggio di puro relax e attività fisica. L'infanzia è un periodo magico non c'è nulla da fare. Per me lo è stato e per me rappresenta l'unica epoca da rimpiangere davvero.

antennaIeri pomeriggio (come oggi) ero molto sereno. Tranquillo. In fondo ho sempre apprezzato fare le cose da solo, o meglio, ci sono determinate cose che da soli sono più affasciananti oppure ti danno il tempo di pensare, o riflettere, metterti alla prova. C'è in me una voglia di scoprire le novità, o comunque semplicemente di scoprire ciò che l'istante successivo a quello presente porterà.

Ieri sera tornando a casa, correvo in auto sulla tangenziale col vento notturno che entrava dal finestrino. Il cielo ieri notte a Napoli era chiarissimo. Con la musica in sottofondo mi sono reso conto di avere nostalgia. Nostalgia non di tempi migliori, ma di altri tempi. Non credo che esistano tempi migliori (a parte l'infanzia). Ogni tempo ha le sue gioie, le sue paure, i suoi dubbi, i suoi personaggi che entrano ed escono dalle varie scene della nostra vita. Noi siamo lì continuamente ad improvvisare raffinando istante per istante le nostre capacità di attori, la nostra capacità di essere uomini. In fondo, l'esperienza è solo un modo per improvvisare meglio la volta successiva.
Però poi le scene passano, arrivano nuove gioie e dolori, i protagonisti cambiano, o il ruolo degli stessi si tramuta in qualcos'altro. Ma alle volte la nostra capacità di adattamento alla nuova scena non è sempre totale, non è sempre al 100%. Per cui finiamo per avere nostalgia di situazioni passate, momenti di pura serenità, paesaggi che forse non vedremo più, o personaggi che non torneranno.

Purtroppo uno dei grandi valori o pregi o anche difetti della musica è proprio il potere evocativo che essa possiede. E' un'àncora (forse benefica) al nostro sistema propulsivo. O, come anche la nostalgia stessa, è uno dei tanti prezzi che paghiamo nella nostra vita.
In fondo tutto si paga (e non è una frase fatta). In un modo o in un altro. Anche il piacere, anche il desiderio. Si pagano le scelte. Si paga il distacco, l'amicizia, per non parlare dell'amore, o forse più propriamente dell'innamoramento che ti mette pure alla berlina, al ludibrio personale e pubblico. Ma tutto passa. Tutto scorre, no?

"How much I lose? I guess it depends on how much I am willing to give"
Jeremy Schonfeld - Falling Apart


Ed ora, scusatemi, vado di fretta. Nel pieno delle mie 1000 attività, adesso mi tocca godermi il mare. L'alternativa sarebbe stato accettare un invito nella capitale da parte di una amica. Ma a dire il vero per il clima, la serenità, e l'energia che mi ritrovo preferisco fare una decente giornata di mare!
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categorie: riflessioni, nostalgia, estate, notte, ramblings
Asta di martedì, 23 giugno 2009

Marcella Bella - Tanti Auguri


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categorie: auguri, dediche
Asta di domenica, 21 giugno 2009

System Restore Point.

Ultimo Punto di Ripristino salvato: 23-Sett-2008. Premere [Enter] per ripristinare.

Purtroppo non sono una macchina. Per cui non tutta la memoria, né il cuore, né l'esperienza possono davvero essere ripristinati a quella data. Mi sforzerò (ma ancora non ci riesco perché in realtà io NON voglio) di pensare come se  davvero tutto ripartisse da quella data.

E mi piacerebbe ricominciare. Rivivere tutto da capo con l'animo di oggi...

Ci sono cose che inevitabilmente restano indelebili. E per ora resta quella sensazione di mancanza, quella sensazione al centro del torace - quasi un dolore fisico - di chi tenta di soffocare una fiamma che per accendersi ci ha messo tempo, pazienza, "stratificazione" per diventare una reazione termonucleare. Una cosa nuova per me. Nuova perché non credevo che nel tempo si potesse raggiungere una "massa critica" (per continuare la metafora della reazione nucleare) che desse effettivamente luogo a tutte le sensazioni che ho vissuto e sto vivendo.

Ora mi sembra completamente contro natura dimenticare tutto e non preoccuparmi più ogni giorno di una determinata persona, di come sta, di quello che fa, di quello che dice, vive, sente, prova o subisce, di non essere nel momento delle sue difficoltà, o quando ha bisogno di essere ascoltato.

E questo "silenzio" calato sugli oggetti del mio quotidiano mi sembra assordante ogni giorno di più e devo riempirlo con musica, voce, rumore, vita.

E in effetti in questi ultimi 20 giorni, ho vissuto sotto l'influenza di una grossa irrequietezza che mi ha letterlamente scosso e mi ha portato a fare cose che da molto tempo non facevo. Diciamo così, i mesi invernali sono stati molto cattivi con me dal punto di vista del mio "sentirmi vivo". A partire da Settembre 2008 è come se le mie energie si fossero lentamente esaurite fino ad annullarsi del tutto a Febbraio 2009. Ho affrontato un periodo di depressione che mi ha fatto trascurare troppe cose. Poi da Aprile c'è finalmente stata la risalita.

Peccato che la forza e l'energia di ora non coincidano anche con uno stato uguale dal punto di vista dell'umore . E' una contraddizione, lo so, ma è proprio così.

Fatto sta che negli ultimi giorni, nonostante fossero (e sono) molto difficili a livello umorale, mi sono sentito estremamente vivo. Ho fatto camminate in lungo e in largo per Napoli; ho preso l'auto e appositamente mi sono recato in luoghi panoramici per scattare fotografie; sto viaggiando in auto bruciando chilometri e chilometri; sono stato a fare compere e a girare per i negozi al Centro Commerciale Campania (e ringrazio i commessi dei negozi di abbigliamento [in particolare uno] che sono sempre molto utili per rinfrancare la mia autostima [che al momento è al quanto sotto terra]); già da qualche tempo sto andando in piscina a nuotare (fin troppo) e a prendermi cura un po' di me stesso e della mia pace interiore; sono stato al mare, al Sole, e mi sono pure un po' bruciato; sto facendo lavori e lavori in casa quasi senza sosta (a parte ora che sto scrivendo); mi sto svegliando prestissimo perché ho capito che le giornate hanno bisogno di tempo...
Insomma mi sto scaricando. Ci sto provando. Mi sto stancando. Per non pensare. Per non cedere. Per spegnere quella fiamma. Quella fiamma viva, solida, matura, ma... dannata.



Io sono così, un uomo che guarda al futuro con gli occhi del passato. Perché ogni istante dentro me si confonde, non c'è passato né presente, tutto è vicino e lontano dentro me, tutto è appena accaduto.

Il tempo dentro me non esiste.
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categorie: riflessioni, tempo, estate, napoli, catarsi, giù, io , ramblings, aftermath
Asta di venerdì, 19 giugno 2009

Boot.


System is Restarting.

!! Please Wait !!
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categorie: io , not applicable
Asta di mercoledì, 17 giugno 2009

Epilogue.

"Io sono qui a dirti che non ho più paura." (M.Rei)

Questa frase ora potrei dirtela con tutta l'anima, con tutto il cuore.
Ti ho chiamato per tanto tempo ma ero senza voce...

Eppure, ora, purtroppo, è necessario mettere un punto.
Non hai voluto scoprire tutto il potere del mio amore.

Alle volte mi ritrovo distrattamente ad immaginare di raccontare a voce anche una qualsiasi cazzata del mio quotidiano, ma poi, con frustrazione, mi rendo conto che il mio interlocutore sei sempre Tu...
Anche ora che non sei lì per ascoltarmi, anche ora che non cerchi più il mio calore, anche ora che non posso stringerti tra le mie braccia.

Oggi ho visto che il cordless non era in carica. Ho avuto l'urgenza di riporlo sulla base. Ma poi mi sono reso conto che non era importante né preoccupante se fosse carico oppure no...

Allora ho compreso.

Ho compreso che quando fa male leggere una frase, o ascoltare una canzone italiana che non conoscevo, quando graffia un vecchio messaggio, quando ferisce anche solo il nome di una città, o il titolo di un film o la copertina di un libro, quando un semplice gioco di parole mi pietrifica sul momento, quando le mie parole non hanno più nessun valore per te, quando il desiderio di averti si infiamma ma è frustrato dalla tua assenza, quando cerco ma non sono più cercato, quando vedo con rimpianto che la "lunga attesa" mi ha lasciato soltanto più solo ed infreddolito di prima, quando insomma amo ma non sono amato, allora è arrivato il momento di mettere un punto. Di dare una fine, seppure simbolica, alle cose.

Sorrisi e risate che non saranno più gli stessi... Discorsi profondi che avranno un'intensità differente... Canzoni e fotografie da mettere da parte per un po'... Vagoni di nostalgia da deviare su altri binari... Il calore del tuo affetto che tanto cozza con la tua freddezza, il tuo disinteresse, il tuo essere scostante di questi ultimi tempi...

Ai pochi ricordi che hai di me, lo so, ce ne sono 1000 di qualcun altro, e 10000 di altri ancora... Non c'è paragone.

Ma le cose preziose sono rare, lasciamelo dire senza falsa modestia.
E difficili da trovare. E tu lo conosci il mio valore.

Si dice che sia un bene fare una sorta di rito conclusivo. Questo permette di dare un riferimento spazio-temporale agli eventi.
Dà un senso di fine. Lo faccio per me. Lo sai quanto valore hanno per me questo genere di cose seppure simboliche.
Almeno si conclude questo gioco di omissioni, di silenzi, di insicurezza, di passione latente... ma anche di confidenze, supporto reciproco, calore, dialogo infinito, piacere...

...Eppure...

Ci ritroveremo mai con eguali aspettative? Solo il tempo potrà mostrarci la strada.


Così, con una canzone che forse avresti scelto Tu, metto finalmente un punto a tutto questo e chiudo questo semplice ma straordinario capitolo della mia vita.




Se non ci fosse il vento
che ruba il sonno al mare
se non ci fossero le nuvole
che all'improvviso ritornano
Io ti raggiungerei
tra l'orizzonte e il cielo
per poterti dire che
non ti dimentico.



No, amore mio, non ti dimentico.
auctioneer: damnation4sale alle ore 18:18 | link | commenti (1)
categorie: amore, dediche, catarsi